Il Gran Tour: Magna Grecia, Texas d’Italia: splendori a rischio petrolio

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Dalla Basilicata alla Puglia al Molise. Lungo le coste e i monti minacciati da trivellazioni e pale eoliche volute dallo “Sblocca Italia”

Policoro, nel breve tratto di mare concesso ai lucani, un affaccio sullo Jonio tra Metaponto e Taranto, sancisce l’uscita dall’inferno della statale 106. È la strada italiana con il più alto rapporto di incidenti, di vittime, di indagini giudiziarie e anche di descrizioni letterarie. Cinge da est la Calabria e s’intruppa attraverso le case che dai monti sono scivolate fino al mare. È una strada eventuale, con deviazioni improvvise, stop eccentrici, perforazioni visive lungo le cementificazioni costiere che hanno aggredito un mare memorabile, un’acqua cristallina, con punte panoramiche mozzafiato. La strada, che inizia appena salutata Reggio Calabria, sbuca nella piana di Metaponto a cui i greci vollero un gran bene ma gli italiani no. Il governo ha infatti deciso di pompare petrolio nell’acqua, trivellarla per raccogliere l’oro nero. Pompare in mare è divenuta un’esigenza inderogabile, un’opera strategica a cui una legge del renzismo più spinto, detta “Sblocca Italia”, toglie alle comunità locali ogni diritto di censura.Continue reading

I re dell’oro nero lucano e la rivolta dei ragazzi

CON SBLOCCA ITALIA VIA LIBERA A SUPER-TRIVELLAZIONI, IN CAMBIO UNA PIOGGIA DI MILIONI: ENI, SHELL, TOTAL E POLITICI ESULTANO. GLI STUDENTI VANNO IN PIAZZA
Anche i lucani nel loro piccolo s’incazzano. L’Opa delle compagnie petrolifere sulla regione, l’offerta di comprarsela in blocco e trivellarla nel modo giusto, facendo zampillare una selezione tra i migliori dei 479 pozzi censiti e “assaggiati” (271 in provincia di Matera e 208 in provincia di Potenza) in cambio di una distesa di bigliettoni di euro alle comunità coinvolte deve ora vincere l’ultimo e più increscioso degli accidenti: la paura. UN PASSO indietro. Matteo Renzi a maggio decide di trasformare la Basilicata nel nuovo Texas italiano e avoca al potere centrale, nel decreto Sblocca Italia, le competenze per l’ampliamento della produzione petrolifera. Lo chiedono le tre grandi sorelle interessate all’affare: Eni, Shell e Total. Dei 38 pozzi attualmente in produzione con 85mila barili al giorno, che diverranno 135 mila appena i 50 mila marchiati Total saranno sul mercato e 154 mila quando l’Eni attiverà l’estrazione dell’ultimo ceppo concordato nella vecchia intesa, si può succhiare da altri buchi altro meraviglioso oro nero. La cosa straordinaria è che la scelta di Renzi di evirare ogni autonomia alla Lucania ottiene fra gli evirati un indiscutibile successo. Vivissimo plauso da parte del pacchetto di deputati e senatori che detengono la Regione. Per Marcello Pittella, il governatore, si aprirebbero così “grandi opportunità” per il territorio. Marcello è fratello di Gianni, azionista di riferimento del Pd e capogruppo dei socialisti europei a Bruxelles che nel silenzio annuisce.Continue reading