ALFABETO – LUCA MERCALLI. Il nostro secolo sarà quello dei profughi climatici

luca_mercalliTra qualche tempo conosceremo un’altra figura di migrante: il profugo climatico. Sarà la siccità o l’inondazione, l’uragano o la tempesta tropicale a trasformare gli uomini in sventurati. E la sventura avrà la solita rotta: dal sud verso il nord del mondo. Con Luca Mercalli, senza alcun dubbio il più lucido analista delle nuvole, parleremo dei tempi funesti che ci aspettano e anche della nostra sordità, dell’indifferenza davanti ai grandi temi della vita e dell’ossessione invece per il dettaglio.

A nessuno frega molto se l’oceano si innalza, ma quotidianamente siamo ossessionati dal tempo che fa. Neve, grandina, piove? Tutti a fare clic col mouse, meteo da tutte le parti. E quando non è acceso il computer c’è la tv, quando non siamo in casa ecco la radio che ci insegue con le previsioni.

È un fatto certo che i ghiacciai della Groenlandia si sciolgono progressivamente, ed è certo che ogni anno gli oceani si ingrossano di tre millimetri. È anche sicuro, pronosticato senza alcun margine di errore, che da qui al 2100 il livello dell’oceano aumenterà di mezzo metro. Intendiamoci: il mezzo metro è la misura minima, a condizione che gli impegni assunti alla conferenza sul clima di Parigi siano tutti rispettati. Se così non sarà, avremo un metro e anche più di acqua.Continue reading

SILENZI E SORDITÀ: C’È D’ALEMA E NIENTE PIÙ

Massimo D'Alema, alla presentazione del libro 'CONFITEOR. Potere, banche e affari. La storia mai raccontata' di Cesare Geronzi e Massimo Mucchetti al Palazzo della Cancelleria, Roma, 11 Dicembre 2012. ANSA/SAMANTHA ZUCCHI

Dovremmo poter fare a meno di Massimo D’Alema. Dovremmo poter dire, dopo oltre un trentennio delle sue cure, che la stagione è tramontata, la sua esperienza è chiusa, la sua personalità ininfluente. Se il suo giudizio resiste agli anni e persino alle sue colpe è perché, malgrado tutto, non sembra esistere nessun’altra altra voce capace di suscitare interesse e attenzione.

Questo è il tempo della sordità civile. Quante volte e con quale quantità di argomenti, per fare solo l’esempio più eclatante, si è sottoposta a critica la riforma costituzionale? E cosa è accaduto dopo? Il nulla. Un governo di sordi e una società di sordi hanno lasciato che la nuova Costituzione fosse scritta come un qualsiasi decreto milleproroghe, ha giustamente ricordato Gustavo Zagrebelsky.

Gli intellettuali dormono, il conformismo culturale non li tocca. E la crisi del Pd, che certo non nasce ieri, con quale puntiglio e attenzione è stata affrontata, denunciata, illuminata dai padri fondatori del partito? Poche, smozzicate frasi inserite in interviste e dialoghi sui massimi sistemi. Di più non s’è visto. Walter Veltroni è divenuto un puntino nero all’orizzonte. Si interessa di cinema e basta. Quel poco che pensa di Renzi dev’essere estratto da miscugli di retroscena, brevi sorsi di indiscrezioni. Romano Prodi affronta i problemi del mondo. Non parliamo di Piero Fassino, il predecessore di Veltroni alla segreteria. È utilmente impegnato ad allungare la sua maratona politica a Torino e come contropartita offre al premier-segretario il suo silenzio. Enrico Letta, il più giovane dell’ancien régime, è volato a Parigi, degli altri – del corale muto ossequio – sia steso pietoso velo.

Il nuovo è Renzi, ma del vecchio cosa c’è da salvare? Almeno le parole e i giudizi di D’Alema hanno il pregio di non essere finti, balbettanti e ipocriti.

Da: Il Fatto Quotidiano, 12 marzo 2016