Dario Nardella: “Mai stato nel Giglio Magico: non ho tutor”

A maggio Firenze andrà al voto. Il destino della capitale del Giglio magico si giocherà sul filo di lana e subirà l’onda d’urto leghista perché quel voto sarà abbinato alle Europee. Magari il sindaco Dario Nardella ritornerà al suo amato violino.

È una possibilità.

Sua moglie lo sa, ne avete parlato.

Dell’idea che si torni a fare quel che facevo? Mai nascosto nulla. Senza recare offesa al violino, le possibilità che resti sindaco sono un po’ più elevate.

Più che Nardella il problema è Renzi. Troppa gente vorrebbe dargli un’altra legnata e non vede l’ora di bastonarlo per il suo tramite.

I fiorentini pensano a Firenze, non a Renzi.

Lei ai tempi di Renzi era renziano, ai tempi di Salvini si è un po’ salvinizzato: sulla ruspa ad asfaltare i rom.

Se non capisce che la questione della sicurezza è decisiva.

Le case popolari “prima agli italiani”.

Rivendico tutto quel che ho fatto.

Le direi che ha fatto una cazzata.

So che ho lavorato come un matto e i fiorentini lo hanno visto. Firenze sta cambiando davvero. La tramvia, due linee, 12 chilometri nuovi di zecca e senza una polemica, un’inchiesta, l’odore sporco dell’intrallazzo.

Odora di Giglio magico, è un bel problema.

Io non ne ho mai fatto parte!

Pinocchio!

I conti con Matteo li ho tutti regolati.

Che fa, disconosce?

Potrei io disconoscere un’amicizia antica? Chi mi crederebbe? Ho incontrato sulla mia strada Matteo Renzi il quale mi ha sostenuto nella sfida più grande.

E si ritorna al punto: Nardella sa troppo di Matteo.

Detto questo, ho seguito il mio destino, ho fatto il sindaco in autonomia.

Non ha più bisogno di lui.

Firenze ha bisogno di un sindaco e soprattutto di un buon governo. E i fiorentini sanno che se Nardella perderà, il centrodestra si allargherà fino in Regione. I leghisti, con quell’armamentario verbale anche violento…

La ruspa, per esempio.

I fiorentini mi conoscono: in 5 anni possono valutare cosa ho dato e cosa no.

L’errore più grande che ha commesso?

Mi ci faccia pensare…

Se è più d’uno allunghi pure.

È che ogni volta ne dico uno diverso e sembra che ne abbia fatti tanti.

Consiglierei di dirne solo uno e poi ricordarselo.

Non aver promosso per tempo una rigenerazione nella burocrazia comunale. Per cambiare bisogna avere uomini al fianco che abbiano i tuoi stessi tempi e la medesima passione.

Se Matteo domani le dicesse: facciamo un comizio insieme in piazza della Signoria lei sverrebbe subito o resisterebbe il tempo di trovare una sedia e adagiarsi affranto?

Renzi sarebbe il benvenuto.

E qui di nuovo siamo al violino: davvero vuole ritornare all’amato strumento?

Non ho problemi col mio lavoro di musicista.

In effetti lei un lavoro ce l’ha.

Lo vuol capire che mi sento libero da ogni tutoraggio?

Firenze non è più una città ma un luna park.

Vada a dirlo a chi campa di turismo, ai fiorentini che vivono affittando le case. Che poi bisogni custodirla, rispettarla, obbligare chi la visita a essere civile è un altro discorso.

Quanti soldi fa con la tassa di soggiorno?

35 milioni di euro l’anno.

Quando si dice la botte piena e la moglie ubriaca.

Buonasera.

Da: Il Fatto Quotidiano, 12 settembre 2018