Se questo è un uomo

Marcello Pizzi da anni si prendeva cura dell’ospedale della sua città, Isernia, depredato dagli sprechi, derubato della sua identità di presidio sanitario efficiente e universale. L’ospedale negli ultimi tempi era divenuto uno scheletro, svuotato nei posti letto, nelle divisioni chirurgiche, nel laboratorio di analisi. Anche il corpo di Marcello, negli ultimi tempi, si era ammalato. Ieri non ce l’ha fatta più.

Non avendo più posti disponibili nella morgue dell’ospedale, la bara è stata posta in uno stanzino, a fianco dei rifiuti. La moglie aveva supplicato di trasferirlo altrove, chiesto un minimo di umanità. La direzione del nosocomio ha opposto un netto rifiuto.

E così a Marcello, che ha combattuto contro la sporcizia del potere, è stata riservata la più disumana delle sorti possibili: dentro una bara, a mezzo metro da cumuli di spazzatura.

E questo è un uomo?

da: ilfattoquotidiano.it

Ostia, le conseguenze di un naso rotto

A volte il bene è figlio del male. Grazie al naso rotto, di proprietà del collega Daniele Piervincenzi, lo Stato si è accorto:

a) che esiste Ostia

b) che anche a Ostia esiste la mafia

c) che la mafia del litorale è capeggiata dalla famiglia Spada (ieri arrestato anche il guardaspalle di Roberto, quello della testata).

Noi invece ci siamo accorti:

a) che la Rai benché abbia 1700 giornalisti in organico e due miliardi di introiti l’anno, realizza i suoi migliori programmi affidandoli a ditte esterne;

b) che Daniele Piervincenzi non è un giornalista Rai, come falsamente affermato, ma un precario retribuito da una società terza appaltatrice del programma;

c) che la Rai ingaggia sistematicamente, con la qualifica di programmisti-registi, altri centinaia di colleghi lucrando enormi guadagni ed evadendo in modo clamoroso il fisco;

d) che – infine – lo Stato dichiara di combattere la precarietà e il lavoro nero affidando alla sua più grande società pubblica il mandato di coltivare la precarietà e il lavoro nero.

da: ilfattoquotidiano.it

Se Trump assomiglia sempre di più a Razzi

King Jong-un è senza alcun dubbio il nemico più pericoloso dell’Occidente. Lo dice Trump, lanciando il consueto missile nucleare dalla piattaforma parolaia di Twitter. Non volendo dubitare della pericolosità del dittatore nord coreano, e nemmeno della ferocia con cui governa il triste destino della sua gente, ci interroghiamo su un punto: la Corea del Nord ha rotto i ponti con tutti, anche i cugini cinesi mostrano serie difficoltà nelle relazioni. Nel mondo resta solo il nostro Antonio Razzi ad avere frequentazioni di alto livello con quel governo. Non per svilire il ruolo del presidente Usa ma è sufficientemente accertato che il nostro Razzi spara cazzate in un numero infinitamente inferiore di quelle che in tutti questi mesi ha pronunciato Trump. Perché non tentare l’ultima carta?

da: ilfattoquotidiano.it

Un fascista è per sempre

Un fascista è per sempre. Prima agiva al coperto, preferendo la notte al giorno. Ha provato con la luce e ha visto l’effetto che faceva sfilando in corteo. Ad Ostia ha proseguito con una operazione simpatia, offrendo pacchi alimentari agli sventurati. Successone elettorale! E allora ha ripreso la via maestra e ieri a Como l’irruzione in un’assemblea per illustrare il decalogo del buon patriota. Ha però tenuto le mani a posto. Resta l’ultimo scatto d’orgoglio: la prova del manganello. Chissà domani.

da: ilfattoquotidiano.it