La passione per la lagna ai tempi del coronavirus. Solo chi parla ha sempre ragione

La lagna è quel misto di capriccio e riprovazione che segue al declinare della paura. E infatti – oggi più di ieri – ci lagniamo a ogni piè sospinto e per qualunque cosa. L’altro ieri ci siamo lagnati per le piste di sci chiuse, oggi e domani per il cenone di Natale annullato. Domani e dopo domani per i ristori grami. Si lagna chi ha diritto di lagnarsi e chi, quel diritto, proprio non ce l’ha.

In estate ci siamo lagnati, per esempio, dell’annuncio del presidente del Consiglio che addirittura a dicembre sarebbe giunto il vaccino. Eravamo pronti ad attenderlo alla fine del prossimo anno e perciò l’abbiamo ritenuta una inavvedutezza e alcuni di noi, soprattutto noi giornalisti, hanno intimato: “Sono insopportabili questi annunci costruiti nel vuoto”. Ad agosto ci siamo lagnati che le scuole non fossero ancora riaperte. Ad ottobre ci siamo lagnati del fatto che le scuole fossero state riaperte. A novembre che non si fosse fatto ad ottobre un lockdown duro, al primo colpo di tosse. Così avremmo avuto un Natale sereno.

Invece Conte ha scelto i semafori, il giallo, il rosso e l’arancione, garantendoci comunque un Natale sereno. Oggi abbiamo chiesto conto del perché ci avesse promesso un Natale sereno e spensierato e invece non lo è. E lagnandoci, abbiamo anche chiesto a Conte del perché tanti italiani muoiano. Il presidente del Consiglio è stato assai evasivo. E questo è insopportabile. Avrebbe dovuto parlare un linguaggio di verità. Per esempio? Dirci che i medici ancora non ci stanno capendo nulla con questo virus, si affaticano ma spesso sono inconcludenti. Alcuni, in verità se la danno a gambe levate e curano attraverso whatsapp. Tachipirina e amen. E anche i virologi dicono e poi negano. Parlano e straparlano. Come pure i politici. Figurarsi i politici poi!

Forse dovremmo fare come in Cina, se però fossimo cinesi. O come in Giappone, se fossimo giapponesi. O come in Svezia, se fossimo svedesi. No, svedesi no. Anche lì si muore e il loro re ha accusato il governo di essere stato terribilmente inetto. Allora come in Svizzera, se fossimo svizzeri. Però, avete sentito? Hanno persino vietato di cantare i motivetti natalizi in casa.

Ridicoli tutti (tranne naturalmente me!).

Da: ilfattoquotidiano.it

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