CARLO TECCE
Non c’è più la Fgci dei comunisti, non c’è più il Fronte della Gioventù del Msi. Ci sono Beppe Grillo e Sabina Guzzanti. Forse è meglio. Eresia? Verso una parte, una ideologia, una chimera, verso qualche destinazione devono tendere i giovani, gli studenti, gli uomini di cultura. Gli uomini di buona volontà. Quelli che vedono mali ovunque e vorrebbero trasferirsi su Marte. Premesso che Silvio Berlusconi è un politico ad personam, Walter Veltroni è gommoso, il presidente Napolitano è titubante, Massimo D’Alema è giurassico, Dario Franceschini è moscio, ammesso che Antonio Di Pietro è tosto e c’è un regime in atto con una opposizione connivente. Premesse e ammissioni potrebbero essere vere. Perfetto. Nessuno vieta alla gente di pensare in questo modo, né all’artista Guzzanti di cantare “l’osteria delle ministre” sulle abitudine sessuali della Carfagna, né al collega Beppe Grillo di fare il messia della premiata religione del qualunquismo. L’oramai famosa adunata di piazza Navona, però, nelle intenzioni era una protesta politica contro le leggi ad personam (quelle vere!) di Berlusconi.Continue reading
FLAVIA PICCINNI
Anche Nanni Moretti, ritrovato il suo caimano in verità piuttosto ingentilito sulle t-shirt dipietriste, si è infilato nel corridoio destro della piazza già gremita, inchiodando i piedi a decine di metri dal palco. Lì sotto, in un quadrato, gli organizzatori attendono l´arrivo via cavo di Beppe Grillo. «Italianiiiii!». La folla, gli applausi, le grida esultanti («e daje n´affanculo») segnalano le prime pietre che il comico scaglia da Genova. Molte contro Berlusconi naturalmente, moltissime contro Veltroni strizzato ben bene e ridotto presto a un cencio dai colpi che giungono sopra e sotto la sua cintola. Nessuno tra gli organizzatori ci fa caso. Dentro le transenne, nel ring ufficiale, Antonio Di Pietro si presenta in versione folk, mezze maniche da battaglia, i suoi deputati invece scelgono la grisaglia ministeriale con la cravatta della divisa ufficiale (gabbiani in volo su sfondo blu). Lo attorniano e gli si stringono intorno, sorridono mentre Grillo mena. Di là la pattuglietta della sinistra democratica: Claudio Fava, Pietro Folena. Seduti in circolo i girotondini doc. Gli applausi si spengono un attimo quando il comico spiega: «Non ce l´ho con Morfeo». L´onda umana si rivitalizza presto e segna con un battimani l´attacco alla «banda dei quattro». Tra i “banditi” in qualche modo figura Giorgio Napolitano, il presidente della Repubblica. Ecco allora Furio Colombo abbandonare la sedia innervosito: «Inaccettabile. Se non fosse per l´impegno di portare sul palco alcuni zingari starei già lontano».
MARCO MORELLO
MANUELA CAVALIERI
SERENELLA MATTERA
FRANCESCA SAVINO
CARLO TECCE