MARCO MORELLO
Mentre la Regione Lazio si arrabatta tra complessi piani di rientro e articolati tagli alle spese per tamponare le voragini nei conti, le singole aziende sanitarie non perdono occasione per andare controcorrente e tirare fuori dal cilindro grappoli di nomine. Violando, in alcuni casi, basilari principi di legalità e trasparenza. L’ultimo esempio in ordine temporale riguarda la Asl Roma E, che ha conferito da pochi giorni due incarichi quinquennali rinnovabili di direttore responsabile di Unità operativa complessa. E che, negli ultimi due mesi, ha pubblicato sul suo portale aziendale dieci bandi per altrettanti posti di rilievo.
«La mano destra non sa più cosa succede alla sinistra, tutto è fatto “alla paesana”», commenta prima di entrare nel merito il vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio Bruno Prestagiovanni. Che si è accorto di alcune irregolarità procedurali e, per fare chiarezza sulla vicenda, ha presentato una interrogazione urgente a risposta scritta. Il punto da cui partire è la normativa vigente in materia di incarichi di struttura in ambito sanitario, la quale obbliga «a procedere a un avviso pubblico da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, sulla base di una rosa di candidati selezionati da un’apposita commissione», come spiega Stefano Santoli, consulente di diritto pubblico. L’Asl Rm E, invece, si sarebbe limitata a renderli disponibili on line, utilizzando la vaga dizione di «avvisi di selezione interna». Continue reading
Non vorrebbero, però sono costretti a ritirare due stipendi. Uno di loro, il senatore Cosimo Latronico (Pdl), con una eccellente dose di autoironia, dichiara: “Mi sento una vittima di questo privilegio”.
MANUELA CAVALIERI
Tutto fatto. Cioè tutto concordato, deciso, verbalizzato. “Dunque – disse Berlusconi – chi viene al governo si dimette da parlamentare”. Annuirono tutti e attesero la nomina. Trascorse due settimane, il primo a rendere esecutivo l´impegno è stato Franco Frattini. Con una lettera al presidente della Camera il ministro degli Esteri ha comunicato le sue dimissioni da deputato. Poi ne ha scritta una seconda. Sempre al presidente della Camera: “Ritiro le dimissioni”.
SERENELLA MATTERA
SABRINA PINDO
FRANCESCA SAVINO
Ci sarà un modo per sopire la paura e infine digerirla. Ci sarà qualcuno, si è detto Sandro Bondi, che mi aiuti a salire su un aereo e mi costringa a restare seduto, con le cinture allacciate. Fermo, dritto, composto. E mi ricordi quel che scriveva Spinoza: “la paura non può essere senza speranza”. Solo chi subisce il terrore di volare può comprendere la straziante decisione del nostro ministro della Cultura. Nella sua vita stupefacente ha già sostenuto prove crudeli. Poco più che ragazzino al comando militare per gli obblighi di leva lo destinarono in Aeronautica: “Rimasi a terra tutto il tempo”. Vent’anni dopo scoccò la scintilla, il grande amore per Berlusconi. Si trasferì ad Arcore e obbligò moglie e figlio a seguirlo. La consorte resistette alcuni anni, poi migrò lontano. Boston, America. “Prendo la nave per andare a trovarla”. Coordinatore di Forza Italia, su e giù per lo Stivale: “Sapesse che strade, e quanti burroni…”.
CARLO TECCE