Quanto bene ha fatto alla Chiesa il gesto dell’elemosiniere del Papa?

Quanto bene ha fatto alla Chiesa, all’onore della Chiesa, alla reputazione della Chiesa, il gesto del cardinale Krajewski, elemosiniere del Papa, di calarsi in un tombino e riallacciare l’energia elettrica agli occupanti di uno stabile? Pensavo a questo atto, formalmente illegale, mentre riordinavo le decine di articoli che solo nell’ultimo anno hanno riguardato vicende legate a presuli. Prevalentemente di cronaca nera. Generalmente soprusi sessuali, in troppi casi legati al mondo di pedofilia. E poi inchieste vaticane, ostruzioni vaticane, ricchezze vaticane, satrapi vaticani. Un solo gesto, ma di una portata rivoluzionaria, colma quasi il desolante vuoto di una Curia, la immobile gerarchia ecclesiastica, che assiste al declino senza quasi muovere foglia, con un Papa le cui forze sembrano minori di quelle messe in campo dai suoi oppositori.

Il gesto, così nobile e così cristiano, del cardinale elemosiniere è soprattutto sincero. Krajewski ci sembra uno dei pochi preti che fanno esattamente quello che sono chiamati a fare. Curare le anime e quando i loro corpi siano messi male, sostenerli. Non abbiamo assistito a un atto di propaganda (nel 2018 il cardinale, che raccoglie singole donazioni alla Chiesa di Roma provenienti da ogni parte del mondo, ha speso tre milioni e mezzo di euro per pagare le bollette dei poveri) ma alla più limpida professione di fede. Chi di voi si è trovato nella possibilità di aiutare, di esprimere solidarietà anche anonimamente, sa quanto sia stato appagante averla fatta. Non ha bisogno di una unità di misura, un euro o dieci o cento o mille, ciascuno come può e come crede.

A volte ci sembra così impegnativa la felicità, così dura da raggiungere, così lontana dalla nostra vita. Nel mio piccolo adotto questo stratagemma per carpirla, farla avvicinare a me. Scelgo, quando esco e purtroppo trovo tante mani che chiedono qualche spicciolo, di individuare una soltanto di quelle mani e di mettere nel suo palmo non una monetina ma un biglietto da dieci euro. Mi dico sempre che è quanto più o meno pagherei per l’ingresso al cinema. Il risultato è straordinario. Il lampo di stupore nell’altro, il sorriso grato, la felicità istantanea e assolutaWhat else?

da: ilfattoquotidiano.it

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