L’immagine del pane calpestato a Torre Maura alla periferia di Roma pur di non farlo arrivare alla bocca dei settantasette rom accolti in un centro d’accoglienza, rimanda al latte versato sui binari della stazione di Bologna il 18 febbraio 1947, dove era atteso un treno carico di profughi istriani, pur di non farlo bere ai loro bimbi malnutriti.

Ieri Casapound e Forza Nuova, l’estrema destra, violenta e ribelle. Nel 1947 militanti della Cgil e del Pci.

Ecco quale forza feroce, quale atto sacrilego sono in grado di produrre le idee quando si ritrovano spogliate dalla ragione e trasformate in sola ossessione.

Con l’aggravante che l’episodio di Bologna è dentro il disastro del dopoguerra, in un’Italia ancora immersa nella ferocia del conflitto armato e questo del pane calpestato è invece e purtroppo il ritratto dell’Italia di oggi, ignorante al punto che questi fascisti violenti non conoscono nemmeno la preghiera del loro amato Duce (“Italiani/ amate il pane/profumo della mensa/gioia del focolare”).

da: ilfattoquotidiano.it

Anche lui aveva un grande parco nel quale era spesso ritratto, anche lui aveva una fidanzata, anzi più di una, anche lui aveva un fotografo personale che lo illustrava nelle posizioni meglio riuscite. Anche lui ha avuto le copertine di Chi, il settimanale di gossip più noto (in effetti lui era anche il proprietario del giornale). Anche lui voleva rifare l’Italia, e far divenire ricchi i poveri.

Consiglieremmo a Luigi Di Maio di non accettare più di farsi ritrarre con la fidanzata, men che mai steso nel parco a fare cip e ciop con la sua neoamata Virginia Saba, che sarebbe la quarta ragazza del suo cuore e che adesso, dopo il primo confronto fotografico, sogna di “divenire mamma”.

Non è necessario copiare Silvio Berlusconi e nemmeno fare a gara con Matteo Salvini a chi fa più conquiste di carta.

Fa anzi un po’ tristezza, lo spieghi anche a Rocco Casalino, promoter del bacio a gettone.

Da: ilfattoquotidiano.it

 

 

Tredici milioni di italiani non pagano le tasse. Ed è una bellissima notizia. Tantissimi, ma proprio tanti, riescono però a spendere più di quanto guadagnano senza rimetterci né la faccia, né la casa. Incredibilmente, come per magia, l’Istat si avvede che per ogni cento euro che dichiarano di guadagnare questi nostri concittadini ne spendono 114. Gli altri vanno in banca.

Sarebbe una bancarotta miliardaria se le dichiarazioni (di quegli italiani che pagano le tasse) fossero vere. Ma non sono vere, e infatti quest’anno il conto è di 108 miliardi di euro di tasse e contributi evasi.

108 miliardi in meno significano meno servizi sociali alle famiglie disagiate e alle persone disabili, scuole fatiscenti, ospedali in disarmo, strade sterrate e bucate, ponti arrugginiti. E anche meno lavoro, e persino meno sicurezza, meno cultura, meno teatri, meno sport. In definitiva meno civiltà.

La scelta che presto dovremo compiere è se continuare ad essere così furbi. Cioè fessi.

Da: ilfattoquotidiano.it

Evviva, da oggi tutti con la pistola! Entra in casa qualcuno? Sparo. Aleggia un’ombra in giardino? Chiedo chi è, e poi sparo. Sbuca un malintenzionato nel retro della mia fattoria per fregarmi la benzina del trattore? E’ già la quinta volta che accade, ora basta: sparo.

E’ legittimo difendersi, è sacrosanto tutelare la propria tranquillità. Chi può essere in disaccordo? Chi può pensare che sia da tutelare il ladro e non il derubato, colui che ci mette paura, che usa violenza?

Prima di arrivare allo sparo, prima di alleggerire la nostra coscienza mettendoci in tasca un’arma da fuoco con la quale non abbiamo mai avuto dimestichezza e grazie alla quale potremmo far più guai di quelli previsti, il Parlamento avrebbe dovuto mostrare il medesimo impegno nel ricercare e punire i delinquenti, di piccola come di grande taglia.  L’ha fatto? Riesce a garantire la sicurezza, per la quale noi siamo chiamati a contribuire economicamente? Riesce a individuare e soprattutto a rendere efficaci le sentenze? Riesce a punire chi delinque?

Per dare una logica al pensiero, bisognerebbe chiedersi, prima di gridare urrà a questa nuova legge, perché le vecchie leggi non sono osservate, perché intere zone sono sottratte al controllo, perché oggi sia divenuta una pura formalità, senza seguito alcuno, andare in commissariato a sporgere denuncia per furto.

Insomma, se il ministro dell’Interno ce lo vuole dire, spieghi perché la percentuale delle forze dell’ordine in rapporto agli abitanti sia tra le più alte d’Europa, ed esiste tutto questo disordine.

Da: ilfattoquotidiano.it

Come fosse la sceneggiatura crudele di un film i grillini oggi al Senato votano con le manette ai polsi la liberazione di Matteo Salvini da qualunque processo giudiziario. Oggi, proprio oggi che sono chiamati a garantire all’alleato l’immunizzazione dai giudici, un loro compagno di avventura, un nome tra i più noti, il presidente del consiglio comunale di Roma Marcello De Vito, è arrestato per corruzione, il reato principe, nemico giurato un movimento politico nato proprio per liberare l’Italia dalle corruzioni, un movimento lievitato così tanto al grido di “onestà onestà” da divenire la prima forza politica del Paese. È spietata, e persino oltre l’immaginabile, questa legge del contrappasso, così teatrale nella sua dimensione pubblica, così enorme nella sua disposizione scenica. Conosciamo ora solo spezzoni dell’atto di accusa, che però bastano a rimettere Roma sul banco dell’eterna corrotta, della città irredimibile dai suoi vizi, e i Cinquestelle nel pieno di una crisi di nervi, di uno sbandamento così totale da prefigurare scenari ravvicinati di crisi che dalla Capitale raggiungeranno il governo. Forse suona la campana per Luigi Di Maio e il resto della truppa. Forse siamo all’ultimo giro di giostra.

da: ilfattoquotidiano.it

Da ieri la Camera dei deputati ha una nuova inquilina: si chiama Lucrezia Mantovani, ha 32 anni, milanese ed è il nuovo acquisto di Giorgia Meloni. Subentra infatti a Guido Crosetto, appena dimessosi dall’incarico. Lucrezia è figlia di Mario Mantovani, già eurodeputato (due volte), già senatore (una volta) già assessore alla Sanità della Lombardia, già arrestato per corruzione, turbativa d’asta e concussione, già indagato anche da altre procure con accuse similari, già devoto di Silvio Berlusconi. Mantovani, che con la sanità ha affari in famiglia (costruisce residenze per anziani), e nella sanità ha conosciuto le vette in politica, ha salutato la nomina della figliola, che dovrebbe essere, secondo le cronache, attivista del movimento “Noi repubblicani per il Popolo Sovrano”, con parole commosse e definitive: “Avete ridato l’onore alla mia famiglia e alla buona politica nonostante la cattiva giustizia”. What else?

da: ilfattoquotidiano.it

Qualche giorno fa un uomo, agli arresti domiciliari, raggiunge la sua ex compagna a Reggio Calabria e per vendicarsi del fatto che lei, non sopportando più le violenze, l’ha lasciato, le dà fuoco davanti alla scuola in cui studiano i loro figli. Quell’uomo è statoprontamente arrestato mentre mangiava la pizza, seduto tranquillamente al tavolo. Si è saputo che non si era mai allontanato dalla città. La polizia ha illustrato con soddisfazione le tecniche di ricerca: pedinamenti, appostamenti nonché performanti “pressioni sul territorio” che evidentemente hanno subito fruttato. Tutte le polizie del mondo hanno informatori sul campo, diciamo così. In questo caso esponiamo un cattivo pensiero: non è che la malavita presidi così capillarmente il territorio al punto da valutare anche quando sia il caso – in presenza di un reato particolarmente odioso – di dare un “aiutino” alle forze dell’ordine per fargli fare bella figura?

da: ilfattoquotidiano.it

Ieri un incidente aereo in Etiopia sono morti, tra gli altri, otto italiani e di essi sette impegnati in attività di cooperazione e assistenza, economica e culturale. Hanno già detto e scritto: è stata la strage dei buoni, perché quel volo era diretto a Nairobi dov’è in programma la conferenza internazionale dell’Unesco.

Diciamo sempre che i buoni sono di più dei cattivi, gli onesti più dei ladri, i generosi più degli avari, i competenti più degli ignavi.

Dovremmo applicare all’umanità il dispositivo del quantitative easing della Bce, inventare una formula per infiltrare i migliori e alleggerire il peso nella società dei peggiori, far prevalere i competenti tra i potenti, e i generosi sugli avari.

Dovremmo trovare un modo per dare una risposta all’assillo primordiale: perché, se i buoni sono in maggioranza, nel mondo la maggioranza degli umani, e dunque dei buoni, vive in povertà, milioni e milioni di persone subiscono la guerra, e tantissimi altri la fame, o l’ingiustizia o l’emarginazione. Per quale diavolo di motivo la bontà deve condurci all’inferno?

da: ilfattoquotidiano.it

Due regioni del sud, Campania e Sicilia, due del nord, Lombardia e Piemonte, una del centro, il Lazio.

Sono i territori dai quali provengono la maggioranza delle domande per accedere al reddito di cittadinanza, numero che ha già superato quota centomila e che naturalmente crescerà ancora.

Certo, vale la demografia. Sono le regioni più popolose e dunque è ragionevole che in percentuale le domande provengano da lì. Queste prime cifre ci dicono anche altro: che il nord soffre, che i poveri esistono a Milano e a Torino, nelle cinte urbane e nelle piccole province.

E dunque dividere gli italiani in produttivi e assistiti è lo sciocco luogo comune che alimenta le cattive pratiche, produce i più radicati pregiudizi e quello sfondo in cui si specchiano i nostri vizi.

Il Nord non è solo fabbriche e finanzieri, ma anche emarginati, poveri e nuovi bisognosi. Il fatto che questa realtà venga a galla in virtù di una legge che, si era detto, sarebbe servita a cibare le nuove clientele meridionali, spiega quanto approssimata, superficiale e presuntuosa fosse l’analisi di chi divideva l’Italia tra lavoratori e nullafacenti, persone per bene e gran spreconi.

È anche una lezione per la Lega che mostra al mondo il Nord ma poi lo conosce poco.

da: ilfattoquotidiano.it

Di quanti minuti si compone un’ora? E voi, come impiegate il tempo? Nello Yemen le donne impegnano duecento milioni di ore al giorno, togliendole al lavoro, allo studio, al piacere, per raccogliere l’acqua pulita per la propria sopravvivenza e della loro comunità.

In Italia da giorni impegniamo quasi lo stesso tempo per parlare di Tav.

Se si fa il binario veloce saremo in Europa, se non si fa verremo ricondotti alla barbarie.

E quanto tempo utilizziamo invece per domandare i motivi che hanno portato i governi, tutti i governi, a fare arrugginire settemila chilometri di strade ferrate?

Settemila, Non settecento. Non sette.

Siamo il Paese dei binari morti e neanche lo sappiamo. Non ci interessa, abbiamo altro a cui pensare. Ieri i barconi, oggi il Tav. Domani chissà.

Guardiamo le lucciole e le scambiamo per lanterne.

da: ilfattoquotidiano.it