La Calabria, la stazione di Cosenza, gigantesco monumento allo spreco. Le ferrovie calabresi dissestate. Quattro ore per fare 80 chilometri, un tratto interrotto dove bisogna abbandonare il treno e salire sulla corriera. E Gioia Tauro, una stazione fantasma dove l’ultima ragazza assunta come capostazione vende i biglietti per l’autobus. Questo l’argomento della seconda puntata della docu-serie de ilfattoquotidiano.it dedicata alle tratte delle ferrovie italiane prima dismesse e poi abbandonate.

‘La vita è un treno’ è firmata dal giornalista e scrittore Antonello Caporale e dal regista Enzo Monteleone. Un viaggio sentimentale e un atto di denuncia civile. Un percorso lungo tremila chilometri seguendo la traccia della ruggine dei binari.

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One thought on “La vita è un treno, la seconda puntata: “Cristo si è fermato a Gioia Tauro”

  1. Un eccellente servizio Giornalistico. Anche così si emargina il Sud. Una classe dirigente incapace e corrotta e corruttore ha permesso tutto questo. Solo la morte politica di questa classe politica dirigente potrà ridare equità Costituzionale al paese.

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