UNA GIOVANE TESTIMONE DELLE BOTTE AI NERI DOPO L’ASSALTO AL BUS: “GLI AGENTI DICEVANO CHE ERA SOLO UN CONSIGLIO, UN MODO PER ALLEGGERIRE”
M. ha solo 21 anni, è una giovane donna che studia Giurisprudenza all’università di Tor Vergata, conosce il posto che deve avere la legge in una società civile. L’altra sera era a pochi passi dai bianchi italiani che volevano bastonare i neri, gli stranieri d’Africa, imputati di aver preso a sassate due autobus di linea e reso invivibile Corcolle, borgata confinata ai margini della Capitale, nella punta a est che inonda di cemento la Prenestina e la contorce fino a saturarla di traffico. M. ha visto alcuni suoi concittadini prendersela con i neri, soprattutto con un tizio ghanese, mercante pacifico di collanine. Ha visto che la protesta era monitorata da due pattuglie della polizia. Ha però sentito la voce di un poliziotto che dissuadeva un dimostrante con queste parole: “Ve li lasciamo domani. Adesso c’è troppa gente”. Leggi tutto