Alessandra Moretti è la decana degli sbalzati di sella. È colei che ha perso di più al tavolo da poker del Pd. È dunque titolata a parlare della genesi della disperazione in politica. “Prima cosa da sapere: se alla politica togli la passione, resta solo l’invidia e la cattiveria. Senza passione divieni più vulnerabile, e gli inciampi ti costano di più”.

I suoi inciampi sono stati terribili. C’è stato un periodo che sembrava veramente oggetto di una fattura maligna.

Esagerate sempre… certo ho vissuto momenti di difficoltà.

Il viaggio in India…

Non andiamo sui dettagli…

Ha buttato alle ortiche una fortuna. Oggi chi si dispera per farsi rieleggere deve ripensare a quel che le accadde.

Sta parlando delle 232mila preferenze alle europee?

Ecco.

Allo stipendione che ho lasciato e pure al vitalizio andato in fumo.

Le resta il seggio da consigliere in Veneto.

Ho fatto quel che mi chiedeva il partito.

Non era sazia, ma ambiziosa oltre misura. E in tv imperversava e la intervistavano su ogni faccenda dell’universo e lei sembrava sempre fuori tempo.

Parzialmente d’accordo. Ora scelgo io dove andare e parlo solo dei temi di cui mi occupo.

Era in segreteria nazionale. La politica è crudele.

Sono nella direzione nazionale e mi basta. Ho tenuto aperto lo studio legale perché so che verrà il tempo di fare con la manina ciao alla politica.

Volessimo chiederle come si fa?

A rialzarsi?

A morigerare l’ambizione.

Lei prende una parte e ne fa il tutto. È fazioso.

Lasciata con un pugno di mosche in mano.

Ripeto: è fazioso. Sono maturata, ho riflettuto sulla provvisorietà della politica…

Tutto passa: anche Renzi, anche il Pd.

Spero di no. E comunque resta la famiglia e il lavoro. Cioè la vita.

Da: Il Fatto Quotidiano, 28 luglio 2017  

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