Mauro Corona – “C’è musica e musica. Il violoncello di Mario Brunello è carezza”. E sulle prossime elezioni: “Potrei tornare a votare a sinistra”Anche lo scrittore ( e volto televisivo) si schiera contro il concerto a Plan de Corones

“La birra traccia il sentiero, è propedeutica, è dose preparatoria, poi arriva il vino. Gradazione robusta, almeno sopra i 13 gradi. Meglio se Amarone o Barolo”.

Con Mauro Corona non ti puoi sbagliare. Ogni bisbiglio lo trasforma in tuono.

Dicono che sono alcolista, ubriacone, rozzo. Non è questa la motivazione per farmi fuori dallo Strega? Vesto male, sono arruffato.

E se fosse invidia?

Di certo cinque, sei milioni di copie vendute loro se le sognano. Loro, i lettori della domenica. Puah. Vado a bere, che sono salito in cima alla mia montagna e sono stanco morto.

Dopotutto in vino veritas.

Ho scritto un libello sulla necessità della continenza. Imparare a bere. Ma dire ai giovani che l’alcol è il demonio fa semplicemente ridere.

Lei è divenuta una star televisiva.

Funziono perché faccio il cretino con i cretini, divengo idiota con chi mostra di esserlo e parlo di letteratura con colui che è in grado di capirmi. Parlare alla pancia questo significa. Ricordarsi del bar, ad ogni ora del giorno.

Lei disarticola il programma della Berlinguer (che chiama Bianchina)

La sfotto un po’, quel tanto che lei utilmente si incavola. Bianchina è un diminutivo e mi ricorda l’amicizia con tre ragazze del paese, anche loro di nome Bianca, che noi diminuivamo.

Bianca capisce che Corona funziona e lascia fare…

Dico quel che penso senza reti di protezione. Non riduco, perché non ce n’è bisogno, non estremizzo. Parlo al bar. Leggi tutto

Prima notizia: nei prossimi cinque anni ci saranno 360mila studenti italiani in meno nelle scuole italiane.

Seconda notizia: il campionato italiano di matematica, al quale hanno partecipato 520 scuole, è stato vinto da quattro studenti del liceo Tasso di Prato: una italiana figlia di italiani e tre italiani figli di cinesi.

Considerazione finale: fingere che la realtà sia diversa è cosa stupida prima ancora che scorretta.

Dire che il declino demografico sia figlio unicamente delle precarie condizioni economiche delle giovani coppie è una verità relativa.

C’è in gioco qui – oltre che l’economia – la nostra cultura e la nostra civiltà, l’idea che abbiamo della vita, il senso di come intendiamo vivere il nostro tempo e il tempo che intendiamo dedicare all’altro.

Bisogna che facciamo una buona volta i conti con noi stessi, senza starnazzare “prima gli italiani”, perché poi la realtà ci dice che mentre in pubblico urlavamo ossessi al nostro supposto primato, in privato ci adoperavamo per giungere secondi (o terzi, quarti, quinti).

da: ilfattoquotidiano.it