Chi odia, chi ama, chi cammina a testa alta, chi invece avanza a testa bassa. Chi ha nelle mani l’unico suo capitale, mani sporche di sudore, di fatica, mani dignitose e mani pulite. Chi ha solo lacrime e chi sorride sempre. Chi ruba e chi resiste. L’Italia attraverso l’Alfabeto – Alla radice del lavoro. La seconda delle sette puntate parte dalla lettera ‘S’ come ‘Soldi’. Ogni mercoledì seguiteci alle 13,00 su ilfattoquotidiano.it con la nuova docu-serie di Antonello Caporale e Toni Trupia

Forte della laurea honoris causa in management appena attribuitagli dall’università di Salerno, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha invitato i colleghi di Pompei a non esagerare. Lotta dura ma con misura. Bonanni è il più giovane manager dell’industria di Stato. Per insignirlo del prestigioso titolo una settimana fa si è scomodata il ministro dell’Università Stefania Giannini e giustamente. Tutti sanno che dove c’è Cisl c’è scuola. E non si muove foglia al ministero, nelle università, tra gli impiegati (e anche tra gli sfaccendati) senza che il sindacato non voglia. Cambia il mondo ma Bonanni è lì. Il suo pizzetto, il volto paffutello lo rendono simpatico, disponibile come un titolo negoziabile, pronto sempre a dare una mano all’Italia. Purtroppo sono gli italiani a non voler più essere aiutati da lui. E qui veniamo al punto. Il sindacalista – uomo o donna che sia è un soggetto oramai prevalentemente narrato per via endoscopica. È valutato più per la soverchiante capacità digestiva che per il rigore col quale attende ai suoi compiti, l’onestà con cui negozia i diritti e i doveri dei lavoratori. Sindacalista a chi? Rasenta l’offesa se non la vera e propria insolenza l’appellativo. Pompei è la bandiera eterna di quella che purtroppo appare una profonda crisi di incoscienza. Leggi tutto