Il mondo alla rovescia. L’autovelox che doveva impedire di farci sfracellare in auto imponendoci di percorrere le statali alle velocità della Formula uno è stato utilizzato per aumentare l’indice di indebitamento dei comuni; la Tari, che avrebbe dovuto portare pulizia nei conti e nelle strade, produce extra costi e, purtroppo, un di più di monnezza a la carte. Due degli esempi che Michele Oricchio, procuratore della Corte dei Conti in Campania, il pubblico accusatore degli sprechi collettivi, avanza per documentare il destino irrecuperabile delle casse pubbliche. “Le spiego perché l’autovelox ha realizzato un altro momento di costosa inefficienza pubblica?”.

Spieghi, procuratore.

La misura del controllo della velocità è assolutamente condivisibile. Ma l’auto velox più che preoccuparsi dell’incolumità dei viaggiatori è divenuto il banchetto al quale hanno attinto le fauci voraci dei comuni lambiti da strade a scorrimento veloce.

I sindaci hanno puntato gli infrarossi.

I sindaci hanno immediatamente capito che prendevano due piccioni con una fava: si spennava il viaggiatore ignoto, dunque liberi di farlo inviperire per l’ammenda comminata sul filo di lana dei 90 chilometri orari, venti in più del previsto, e quei soldi li distribuiva ai viaggiatori felici e incolumi da ogni possibile misfatto nella loro qualità di residenti ed elettori.

Il sindaco prega che il viaggiatore ignoto prema sull’acceleratore. Leggi tutto