Il divorzio a sinistra è consequentia rerum. E anzi, “la cosa che non ho ancora capito è perché Giuliano Pisapia non abbia completato il mandato di sindaco di Milano. Resta un mistero la ragione dell’interruzione a metà di un lavoro che poteva dare i suoi frutti, perché si sia fatto rapire da una suggestione piuttosto che forgiare sul campo, e sottoporre alla verifica del buon governo quotidiano, la sua leadership”.

Professor Alberto Asor Rosa, appare piuttosto sollevato da questo divorzio.

L’idea che si potesse costruire una coalizione elettorale di centro sinistra con un protagonista decisivo quale è il segretario del Pd che ha attuato, e purtroppo ha in mente di continuare con politiche distintamente di centro destra, mi sembrava una pretesa che ambisse a sfidare le leggi della fisica.

Siamo a Newton e alla legge di gravità.

Non si trattava di diversità trascurabili ma proprio dell’idea comune, almeno quella, fondativa, condivisa, costituente. Mancavano le basi per qualunque discorso. Ma dai, suvvia, ma come si fa?

Ora Bersani e D’Alema sono di qua, Matteo Renzi di là e Giuliano Pisapia, il costruttore del ponte, rovinato sotto i piloni che avrebbero dovuto sorreggerlo.

Date le premesse non entusiasmanti della vigilia, rimane la presa d’atto di un divorzio ineluttabile.

E rimane l’idea che la sinistra non riesca che autoaffossarsi. Leggi tutto