“Segui chi ha la maglietta gialla. Il portavoce ti ascolta”, dice lo speaker. Seguo la via indicata e mi metto in fila. Il Circo Massimo oggi è una splendida, interminabile e cocente, per via del gran sole, sala d’aspetto. Ciascuno ha la sua ricetta e i suoi dolori. Si sta in piedi e si aspetta il turno.

Marilena e Franco, cinquantenni di Siracusa, lei super ottimista, lui meno. Lei: “Non dobbiamo scoraggiarci”. Lui: “La fa più facile di me”. Lei: “I nostri ragazzi fanno una fatica immane per stare al governo, perché devono anche imparare a starci, non so se rendo l’idea”. Lui: “Salvini è un problema, mi sembra un pochettino più scaltro”. Lei: “Non dormono più, non hanno mai tempo. Da quando è stato eletto il nostro deputato cittadino, Paolo Ficara, l’hai visto mica per strada? Notte e giorno a studiare. Se non gli diamo coraggio che ci stiamo a fare?”.

Giuseppe si è da qualche anno pensionato alle Poste. Divorziato, ha conosciuto Claudia. “Il colpo di fulmine è scoccato a una riunione dei Cinquestelle. Vero Cla?”. Giuseppe: “Salvini è amico di Berlusconi, questo non dobbiamo dimenticarcelo mai. Le schifezze sul condono hanno sempre quella radice lì: dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei. Noi comunque veniamo da Terracina, piacere. E io ho sempre votato a sinistra, finché Bersani si è inchinato al diktat di Napolitano”. Leggi tutto