Il bitume armato ci salverà.

Le buche per strada, che notoriamente necessitano, per essere riparate, di tecnologia ad altissima precisione, saranno curate dal Genio militareL’amica geniale di Virginia Raggi è Elisabetta Trenta, ministra della Difesa di nomina grillina, a cui il governo si affida per agevolare la risoluzione dei problemi stradali della Capitale.

Siamo contenti che finalmente i militi del Genio potranno dimostrare sull’asfalto romano del talento di cui dispongono. Si terranno in allenamento quando scoccherà l’ora X e intanto faranno una buona azione.

Potendo estendere la logica bituminosa ad altre attività, si potrebbe pensare di affidare agli ospedali militari le cure per i malati in eccedenza, alle cucine delle caserme i poveri da sfamare o anche gli immigrati da tenere al caldo. La gran mole dei bus, che pure l’esercito ha in dotazione, potrebbe essere utilizzata per agevolare l’Atac, notoriamente in bolletta e senza pezzi di ricambio.

Per sindaco, e perché no, anche premier, il capo di Stato maggiore. Si risparmierebbero tempo e soldi. Una sola pistola al comando, e tutti in riga.

Da: ilfattoquotidiano.it

E’ il secondo governatore che finisce alla dimora obbligata. Prima la Basilicata con Marcello Pittella oggi la Calabria con Mario Oliverio. Il tema è lo stesso: le clientele alla radice del potere. Lo sperpero come mezzo per mantenerlo più a lungo. L’appalto visibilmente tarocco come sistema di programmazione automatica dei consensi futuri, cosicché nulla sarà lasciato al caso, tantomeno al buon governo. Tutto il male possibile deve venire, e caparbiamente i nostri politici ci riescono. La cosa che stupisce, o meglio fa rabbrividire, è che l’unico sentimento assente è lo stupore. Tutto quel che oggi si sa, già si supponeva, si pensava, o al limite si temeva. E tutto quel che verrà, come per esempio i nuovi leghisti che traghettano il loro passato oscuro sopra la ruspa del vincente di turno, è già messo in conto, calcolato, previsto e immaginato.

Se manca lo stupore è perché è svanita la rabbia, dell’indignazione non sappiamo che farcene, figurarsi dell’onestà, abbiamo visto gli ultimi epigoni come si comportano, della trasparenza non ne parliamo più, del talento men che mai.

Conosciamo il film, la sua trama, gli attori. Siamo, purtroppo, spettatori annoiati ma pazienti.

da: ilfattoquotidiano.it