Molise – Dopo il boom elettorale, le consigliere Romagnuolo e Calenda espulse dal partito: “Siamo annichilite”

Dopo appena un anno dal boom in Molise, la Lega fa sboom! Aida Romagnuolo e Filomena Calenda, le due neo consigliere regionali che tingevano di rosa il simbolo di Alberto da Giussano, sono state espulse da Matteo Salvini. Lega azzerata, entusiasmo sotto i piedi.

Aida Romagnuolo, prima delle elette.

1.700 preferenze su 11 mila voti, pari all’8 per cento. Capogruppo e militante instancabile, ipercinetica. Una trottola. Se glielo dico, mi creda.

Anche Filomena Calenda, la seconda eletta, è stordita.

Piena di voglia di far bene, di far avanzare Salvini ovunque. E invece lo stop, il brusco risveglio.

Aida: Annichilita prima che affranta.

Filomena: Vilipesa, svilita, delusa.

Aida:È venuto uno da Milano, il signor Panza, e ci ha detto: siete espulse.

Filomena: Cose da pazzi veramente.

Aida: Il tessitore di questa fosca manovra è Luigi Mazzuto, coordinatore regionale e assessore regionale al Lavoro. Un signor nessuno che ha preteso un posto in giunta che non gli spettava.

Filomena: La sua è invidia pura. Noi donne del fare, lui assente, dormiente. Leggi tutto

Tredici milioni di italiani non pagano le tasse. Ed è una bellissima notizia. Tantissimi, ma proprio tanti, riescono però a spendere più di quanto guadagnano senza rimetterci né la faccia, né la casa. Incredibilmente, come per magia, l’Istat si avvede che per ogni cento euro che dichiarano di guadagnare questi nostri concittadini ne spendono 114. Gli altri vanno in banca.

Sarebbe una bancarotta miliardaria se le dichiarazioni (di quegli italiani che pagano le tasse) fossero vere. Ma non sono vere, e infatti quest’anno il conto è di 108 miliardi di euro di tasse e contributi evasi.

108 miliardi in meno significano meno servizi sociali alle famiglie disagiate e alle persone disabili, scuole fatiscenti, ospedali in disarmo, strade sterrate e bucate, ponti arrugginiti. E anche meno lavoro, e persino meno sicurezza, meno cultura, meno teatri, meno sport. In definitiva meno civiltà.

La scelta che presto dovremo compiere è se continuare ad essere così furbi. Cioè fessi.

Da: ilfattoquotidiano.it

Per il governatore della Calabria è appena decaduto l’obbligo di dimora durato 3 mesi

Foto LaPresse – Adriana Sapone
21/10/2016 Reggio Calabria

 

Anche se nessuno se ne è accorto, il governatore della Calabria Mario
Oliverio è stato…

Sono stato obbligato al confino. Scriva così.

Ha subìto l’obbligo di dimora nel suo paese, San Giovanni in Fiore, ai piedi della Sila.

Dal 17 dicembre al 20 marzo sono stato vittima di una grandiosa, esecrabile ingiustizia.

Ha dovuto astenersi dalle funzioni per un po’.

Ferito, umiliato, maltrattato. E per cosa poi?

La Procura di Catanzaro ha valutato esistessero gravi indizi.

Ma ha sentito il procuratore generale della Cassazione? Ha chiesto e ottenuto l’annullamento d’un provvedimento abnorme.

Obbligo di dimora.

Per un appalto di una pista di sci da 4 milioni neanche erogati. Accusato d’abuso d’ufficio. Ha dell’incredibile.

È ancora scosso.

Una processione di gente, amici, conoscenti, elettori si son stretti al loro presidente perché sanno che ha il volto e le mani puliti.

La Calabria è piena di disgrazie politiche.

A chi si riferisce?

Sbaglio o il suo predecessore è ancora in carcere? Leggi tutto