maroniFRANCESCA SAVINO

«Il diverso è reciproco»
Stefano Benni

Ci ha rassicurato subito, Roberto Maroni. Nella nave dell’accoglienza che affonda, la precedenza va alle donne e ai bambini. Il capolavoro comunicativo presentato dal ministro dell’Interno nell’audizione davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera fa risuonare le note dei migliori spartiti padani. Respinta l’idea di dare permessi alle donne “irregolari” impiegate come badanti per gli anziani, Maroni rilancia. Infilando nel suo pacchetto sicurezza non soltanto i sentimenti, il cuore impaurito del Paese. Ma anche i numeri: quelli in cui incanalare gli “stranieri”, o presunti tali. Obbligo di iscrizione all’anagrafe, censimenti, creazione di banche dati del dna e delle impronte digitali. Si parte dai campi nomadi: per proteggere i bambini, si prenderanno anche le loro impronte, almeno dai sei anni in poi*. Per non farli convivere con i topi, si butterà fuori chi, anche da cittadino di uno stato membro dell’Unione europea, vive in precarie condizioni igienico sanitarie. Per tutelare la nazione, spunta anche il reato di immigrazione clandestina. Leggi tutto

cameravistaCARLO TECCE

La terza carica dello Stato è un po’ come il campo numero due di Wimbledon: lì la tomba (o metamorfosi) politica e personale dei presidenti, là il cimitero dei campioni. Ci sono le eccezioni: Giorgio Napolitano e Luciano Violante sono stati due sobri e stimati presidenti della Camera dei Deputati. In mezzo c’è stata Irene Pivetti, presidentessa a 31 anni, casta e pura, cattolica e devota che, vestita come una sessantenne vintage, consigliava ai colleghi deputati di frequentare le duecento e passa chiese di Roma. Pivetti I.
La Pivetti II si i è fatta fotografare per Gente con autoreggenti nere e frustino sadomaso: «Mi sento sexy come Catwoman, della donna gatto mi piace il lato animalesco…». Poi ha scoperto il lato artistico e, vestita da fatina, ha danzato soavemente a Ballando con le Stelle su Rai Uno. Leggi tutto

drogaFLAVIA PICCINNI

La droga gira. Gira fra i ragazzi davanti ai licei (e alle scuole medie), in discoteche e biblioteche, in uffici privati e in pubblici. Perfino in Parlamento.
L’anno scorso lo avevano affermato Le Iene, il noto programma televisivo di ItaliaUno, dopo aver analizzato il sudore di numerosi parlamentari. Quest’anno la parola è quella del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi che precisa subito “Ma non è vero come si è detto che metà dei parlamentari ne fa uso”.
Nessuna novità quindi, anche se le dichiarazioni del sottosegretario Giovanardi non possono passare inosservate, soprattutto perché espresse nel corso della presentazione della Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze, durante il quale Giovanardi ha specificato come la legge sulla droga Fini-Giovanardi abbia “ha retto” e in particolare di quanto l’introduzione della soglia quantitativa abbia “dispiegato pienamente i suoi effetti positivi”.
Fatto sta che i dati sul consumo della droga in Italia parlino chiaro e che la scuola si confermi come uno dei luoghi in cui i ragazzi italiani trovano la droga più facilmente. Il 31,3% degli italiani (tra i 15 e i 64 anni) e il 51% degli studenti (tra i 15 e i 19 anni) trova poi le sostanze illegali in modo ‘facile’ o ‘piuttosto facile’. A scuola il 12% ci trova facilmente eroina, il 26,4% la cannabis, il 5,7% gli stimolanti e il 4% gli allucinogeni. In discoteca il 15% degli studenti dice di poter comprare eroina, il 25% cocaina, oltre il 30% cannabis. Leggi tutto

chiesaE’ domenica e l’arcivescovo di Salerno ha scelto una chiesa di campagna per dire messa. La chiesa di San Luigi, nel comune di Mercato San Severino, venti chilometri a nord del capoluogo. Monsignor Gerardo Pierro ha il volto del curato di campagna. Piega le mani, poi le unisce e le indirizza a Cristo: “Beati i perseguitati dalla giustizia. E’ loro il Regno dei cieli”. Non invoca la preghiera dei fedeli per il corpo di Berlusconi ma per il proprio, trafitto oramai da una sequela piuttosto terrificante di accuse che fanno di questa diocesi, periferia di Roma, terreno di uno scontro che varca e di molto i confini dello spirito. Nel rosario dei reati supposti e temuti, denunciati o solo ventilati, non manca nulla: truffa, aggravata e non, pratiche ai confini dell’usura, investimenti finanziari ai limiti della legge, lottizzazioni più o meno abusive, pratiche religiose tra lo scabroso e il noir. I soldi, puliti o anche sporcati da menti criminose, stanno facendo affondare tutta la Diocesi nella vergogna di essere raccontata più dai fascicoli processuali che dalle sue opere di bene. Leggi tutto

Monsignor Pierro, è fondato il sospetto che nella Chiesa salernitana da lei guidata girino troppi soldi. Troppe denunce, troppi interventi della Procura della Repubblica.
Sono d’accordo con Lei. E’ il danaro alla base di tanta disgregazione e delle vicende giudiziarie in corso. Purtroppo, all’origine di certi fenomeni c’è la mancanza di autentica vita spirituale, propria di ogni presbitero degno di questo nome.
Ci sarà pure una causa di una crisi così grave e ripetuta negli anni.
La crisi di cui Lei parla è crisi di valori. Una crisi profonda che, riguardando tutta la società non ha risparmiato la Chiesa salernitana. La causa di tanta e tale tensione va ricercata nell’allontanamento dal Messagggio di Cristo da parte di qualche ecclesiastico e nella smodata ricerca di beni materiali. Ho fiducia nella indagine in corso della Magistratura, che accerterà, finalmente, ogni responsabilità portando allo scoperto strategie calunniose e strumentali. Leggi tutto

bullismoMARCO MORELLO

È ora di pranzo all’Istituto Comprensivo «Via delle Alzavole», nei pressi di via Casilina, a Roma, a un paio di centinaia di metri dal raccordo anulare. È lunedì 19 maggio, un giorno come tanti, uno degli ultimi dell’anno scolastico. Mario (usiamo un nome di fantasia), l’11enne protagonista di questa storia, a un tratto si alza per andare in bagno. La strada da fare è pochissima, le toilette sono accanto la mensa. Il bambino bussa alla prima porta, chiusa, e si sente rispondere che è occupato. Stessa scena sulla soglia della successiva, meglio passare oltre. Al terzo tentativo, però, non c’è una voce che lo invita a provare altrove. C’è invece un compagno di classe che spalanca di colpo la porta. Ci sono calci ravvicinati, due, che si abbattono sulla mano sinistra dell’incredulo ragazzino. Rompendogliela.
Cinque minuti più tardi c’è un telefono che squilla. Ad alzare il ricevitore è Santa, la mamma di Mario. «Venga a scuola signora – dice agitata la maestra – il bambino si è fatto male. Non è nulla di grave, ma venga». I coniugi F. vivono a Zagarolo, un paese vicino, ma Santa, per puro caso, si trova a casa dei suoi genitori. Che abitano vicino l’istituto «Via delle Alzavole». «E meno male – commenta la madre – visto che nessuno si è preoccupato di accompagnare il ragazzino in ospedale, nonostante la mano stesse diventando sempre più nera. La loro inadempienza è stata grave». Univoca, invece, la diagnosi dei medici del Policlinico Casilino, dove l’11enne è stato immediatamente scortato dalla madre: 15 giorni di gesso e trauma da tenere sotto il controllo di un ortopedico. Leggi tutto

berlusconiportoMANUELA CAVALIERI

Ai fan adoranti autografa persino le figurine dei santini.
Per i fortunati, un oggetto raro da esibire e custodire gelosamente nel portafogli: da un lato San Lorenzo, dall’altro Berlusconi.
È una torrida domenica di giugno. La moltitudine di fedeli bipartisan, di Berlusconi e di San Lorenzo, si assiepa a Porto Rotondo per l’inaugurazione del campanile della chiesa.
Per l’occasione il premier sfoggia un esclusivo Panama Borsalino: i copricapo particolarmente originali sono da sempre una passione.
Ricorderebbe vagamente Hemingway, se non fosse per il vezzoso ombrello bianco che lo ripara dal sole e dai 35 gradi.
Bagno di folla, battute di spirito, foto coi bimbi vestiti in abito tradizionale. Siparietto col coro tradizionale di Sassari che aveva eseguito il Te Deum. Ai cantori addirittura il lusinghiero invito a Villa Certosa per un’esibizione: “Mi piacerebbe che cantaste con le vostre voci le canzoni scritte da me e dal maestro Apicella”.
La cerimonia del disvelamento e della benedizione avviene alla presenza del vescovo di Tempio Pausania, Sebastiano Sanguinetti. Leggi tutto

SERENELLA MATTERA

“Mentre il Popolo della libertà fa approvare una norma sulla militarizzazione delle città, giustificando l’uso dell’esercito a fini di sicurezza dei cittadini, non possiamo non chiederci se sia normale usare le forze dell’ordine per la tutela della ‘mondanita’”. Se lo è chiesto e lo ha chiesto al governo, il senatore dell’Italia dei valori Elio Lannutti, con l’appoggio dei colleghi di partito. La pattuglia dipietrista vuole spiegazioni: com’è possibile che sia stata mobilitata la polizia per le nozze tra la soubrette ex miss Calabria, Elisabetta Gregoraci, e il team manager della Renault, patron del Billionaire, Flavio Briatore?
Forse i senatori non hanno letto il lungo e vario elenco di vip accorsi per l’occasione, dal maestro Mazza, a Lippi, Capello e Galliani, da Valeria Marini a Pupo, ai Duran Duran, da Iva Zanicchi all’ex premier spagnolo Josè Maria Aznar, al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Forse i dipietristi ignorano che la sposa è stata costretta a uscire dalla chiesa sotto una coltre di ombrelli bianchi, per proteggere un contratto di esclusiva per le immagini, si sussurra, milionario. Forse non sanno che le babbucce (in velluto nero con le iniziali EF ricamate in filo d’argento) indossate sotto il tight dallo sposo, dettano già la tendenza dell’estate. Non hanno visto le foto del campione di Formula1 Jean Alesi alla guida della macchina nuziale? Non hanno letto che, nella di lei natia Soverato, la folla in preda a un genuino slancio al passaggio degli sposi novelli, ha causato il cedimento di una pedana, evitando per poco la conta dei feriti? Forse non erano neanche partecipi della curiosità di tanti, dell’attesa del popolo del gossip, dell’interesse della stampa. Leggi tutto

chiaiano

SABRINA PINDO

A Chiaiano i rifiuti non sono più un problema. A Napoli è arrivato il Consiglio dei Ministri, ha discusso, ha risolto. Tutto liscio. Come nelle migliori aziende d’Italia, il Presidente ha fatto la sua entrata in scena, ha ascoltato le varie parti, ha riflettuto. Soprattutto lui ha risolto. Le telecamere ora si possono spegnere. Inizia la stagione estiva: si parli pure di cronaca nera, del calcio, della moda dei tatuaggi e piercing, dei massaggi tailandesi in spiaggia che fanno male e degli anziani che non devono dimenticarsi di bere l’acqua. La munnezza non è più di moda.
E poi quale munnezza? La vecchia regola del giornalismo per la quale se un fatto non è notizia allora il fatto stesso non esiste, vince anche a Chiaiano. Il giornale, la televisione, la radio non ne parlano? Allora a Chiaiano la munnezza è sparita, volatilizzata, il problema non sussiste.
Invece se navighi in Internet armato di Santa Pazienza scopri che qualche tassellino del puzzle, forse, non s’incastra alla perfezione. A Chiaiano il problema dei rifiuti è ancora una realtà.

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CARLO TECCE

Hanno protestato. Anche con le cattive maniere: botte alla polizia, barricate, cortei feroci. Lotta. In mille e seicento non potevano fare di più. Savignano Irpino si è arreso, dicono per «senso civico», ospiterà l’immondizia della provincia di Avellino e non solo: 500 tonnellate al giorno, il doppio dei rifiuti prodotti in Irpinia. Contrada Pustarza sarà una discarica modello. I cittadini sembrano fidarsi: in cambio avranno 5 milioni di euro e non pagheranno le tasse Tarsu e Irpef.
Savignano e la monnezza convivono da anni, tanto per dimostrare che l’immondizia sta bene in un posto solo, sempre lo stesso, mica in territori illibati e capienti. A Savignano la monnezza stava a destra (contrada Ischia) e a sinistra (Difesa Grande, Ariano Irpino), allora per disperazione nel 2006 hanno provato con un referendum per l’annessione alla provincia di Foggia. Leggi tutto