SERENELLA MATTERA

“Mentre il Popolo della libertà fa approvare una norma sulla militarizzazione delle città, giustificando l’uso dell’esercito a fini di sicurezza dei cittadini, non possiamo non chiederci se sia normale usare le forze dell’ordine per la tutela della ‘mondanita’”. Se lo è chiesto e lo ha chiesto al governo, il senatore dell’Italia dei valori Elio Lannutti, con l’appoggio dei colleghi di partito. La pattuglia dipietrista vuole spiegazioni: com’è possibile che sia stata mobilitata la polizia per le nozze tra la soubrette ex miss Calabria, Elisabetta Gregoraci, e il team manager della Renault, patron del Billionaire, Flavio Briatore?
Forse i senatori non hanno letto il lungo e vario elenco di vip accorsi per l’occasione, dal maestro Mazza, a Lippi, Capello e Galliani, da Valeria Marini a Pupo, ai Duran Duran, da Iva Zanicchi all’ex premier spagnolo Josè Maria Aznar, al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Forse i dipietristi ignorano che la sposa è stata costretta a uscire dalla chiesa sotto una coltre di ombrelli bianchi, per proteggere un contratto di esclusiva per le immagini, si sussurra, milionario. Forse non sanno che le babbucce (in velluto nero con le iniziali EF ricamate in filo d’argento) indossate sotto il tight dallo sposo, dettano già la tendenza dell’estate. Non hanno visto le foto del campione di Formula1 Jean Alesi alla guida della macchina nuziale? Non hanno letto che, nella di lei natia Soverato, la folla in preda a un genuino slancio al passaggio degli sposi novelli, ha causato il cedimento di una pedana, evitando per poco la conta dei feriti? Forse non erano neanche partecipi della curiosità di tanti, dell’attesa del popolo del gossip, dell’interesse della stampa.“Ci chiediamo – scrive nell’interrogazione al governo Elio Lannutti – se sia tollerabile che i diritti dei cittadini possano essere calpestati in modo così bieco e ‘grottesco’ e se sia normale mobilitare forze dell’ordine a presidio di avvenimenti privati che non hanno nulla a che vedere con l’ordine e la sicurezza pubblica. È necessaria – aggiunge severo il senatore – una maggiore attenzione da parte del governo affinché simili ‘teatralizzazioni’, atte a minare la credibilità stessa dello Stato di diritto e a rimarcare inaccettabili divisioni sociali, non abbiano a ripetersi”.
Forse era anche lui tra quei romani imbestialiti per essersi inaspettatamente ritrovati bloccati nel traffico per l’ennesima volta nel giro di pochi giorni, e per giunta di sabato mattina. Passi il vertice Fao, passi la visita di Bush, ma non “il matrimonio dell’anno”.

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