SERENELLA MATTERA
Radio libere. Anni ’70. Giovani pronti a cavalcare la liberalizzazione dell’etere per dare voce a impegno civile, idee, bisogni, sogni. Mezzi poveri e voglia di dire. Ma soprattutto qualcosa da dire, qualcosa per cui lottare, qualcuno contro cui lottare. Una “causa”, si diceva una volta. Se ricorrono questi elementi si torna sempre lì, con strumenti diversi. Un pc, una webcam, una prolunga e qualcuno cui scroccare la connessione a internet. E magari un gazebo fornito dal Comune e una protesta che ti fa sentire in trincea.
Quando è iniziata la tregua tra amministratori locali e governo, i cassonetti rovesciati a mo’ di barricate hanno lasciato il posto agli stand della “Sagra della ciliegia”, frutto di stagione elevato a simbolo di una rivolta silenziosa. Dalle parti della rotonda “Titanic”, luogo dal nome beffardo, sono stati allineati tende, banchetti e un grande palco. Sulla via che porta dove potrebbe nascere una discarica l’atmosfera è calma, gli animi bellicosi sono sedati, ma promettono nuova battaglia se il governo dovesse fare quel che ha promesso, sversare a Chiaiano tutta la “munnezza” di Napoli. Durante la tregua, però, le telecamere si allontanano, la gente si distrae, la protesta rischia di scomparire, agli occhi di chi abita fuori dal suo epicentro. E allora non resta che farsela in casa la tv, nelle orecchie il suono lontano di una radio libera.Continue reading
SABRINA PINDO
FRANCESCA SAVINO
Ci sarà un modo per sopire la paura e infine digerirla. Ci sarà qualcuno, si è detto Sandro Bondi, che mi aiuti a salire su un aereo e mi costringa a restare seduto, con le cinture allacciate. Fermo, dritto, composto. E mi ricordi quel che scriveva Spinoza: “la paura non può essere senza speranza”. Solo chi subisce il terrore di volare può comprendere la straziante decisione del nostro ministro della Cultura. Nella sua vita stupefacente ha già sostenuto prove crudeli. Poco più che ragazzino al comando militare per gli obblighi di leva lo destinarono in Aeronautica: “Rimasi a terra tutto il tempo”. Vent’anni dopo scoccò la scintilla, il grande amore per Berlusconi. Si trasferì ad Arcore e obbligò moglie e figlio a seguirlo. La consorte resistette alcuni anni, poi migrò lontano. Boston, America. “Prendo la nave per andare a trovarla”. Coordinatore di Forza Italia, su e giù per lo Stivale: “Sapesse che strade, e quanti burroni…”.
CARLO TECCE
Internet è un mare vasto e profondo. Ogni navigante ha diritto di segnalare la sua presenza e nel modo che più gli aggrada. Dire, proporre, alcune volte inveire addirittura. Persino la calunnia, che è un reato, in queste acque appare purtroppo come un refolo di vento, breve ma intenso, che spinge e gonfia le imbarcazioni e qualche approdo comprensivo alla fine trova.
MARCO MORELLO