Viene consegnato all’archivio, insieme alla sentenza passata in giudicato, anche il volto di Niccolò Ghedini, presidio permanente della difesa berlusconiana, incrocio spettacolare di un conflitto d’interessi limpido e oramai ventennale. Avvocato sì, ma deputato. Avvocato e poi oggi anche senatore. Dunque applicatore delle regole della difesa e insieme legislatore, ideatore delle tecniche della difesa e – per derivazione – dell’ostruzione, del rallentamento forzato delle udienze, delle eccezioni, dei mancamenti, e naturalmente dei legittimi impedimenti. Se l’epopea giudiziaria è parsa interminabile lo si deve anche a questo padovano liberale, proprietario terriero, teorico “dell’ingiusto processo”, dell’accanimento giudiziario, della persecuzione sistematica da parte della procura di Milano contro la figura, la storia e la politica di Berlusconi, oggi persino ex Cavaliere.

GHEDINI AVREBBE perso anche in caso di vittoria, Leggi tutto