Una signora modenese di 47 anni minaccia sua madre settantenne con un coltello. Motivo: mamma sta preparando il ragù e la figliola – vegana – reagisce all’affronto con l’arma finale. Concordo con voi: la questione dovrebbe essere devoluta a un bravo psichiatra. Prima dello psichiatra c’è però un elemento su cui riflettere: le passioni, le scelte di vita, sempre più spesso si trasformano in ossessione e non sembra esserci cura. La politica, il calcio, gli animali. Adesso persino il cibo. E la passione si trasforma in ossessione appena il tema diviene televisivo, assurge a stile di vita, a questione popolare, e non c’è modo per contenere la smodatezza dei comportamenti, l’esondazione del pensiero in filippica quanto non in gesti violenti. Siamo riusciti a realizzare un fronte di guerra persino sulla vaccinazione, illustrando (e le librerie sono purtroppo piene di tomi esplicativi) conflitti armati tra pro vax e no vax.

L’idiozia dovrebbe essere selettiva. Ma se diviene di massa?

da: ilfattoquotidiano.it

C’è un Salvini A e un Salvini B. Un Matteo di diritto e un Matteo di rovescio. E la cosa stupefacente è che il primo Salvini non sa che combina il secondo. Matteo, per esempio, non sa o non ricorda che il Rosatellum, questa immonda legge elettorale, è anche opera sua. Anzi, per dirla tutta, dobbiamo ringraziare lui se è stata approvata. I due Matteo infatti non si parlano, e quindi il primo non sa nemmeno che il secondo ha ottenuto, durante la campagna elettorale, un aiutino, qualche migliaio di voti, da Giuseppe Scopelliti, ex sindaco di Reggio Calabria ed ex governatore della Regione, da ieri costretto al fermo tecnico in carcere per averfalsificato i bilanci della sua città, oggi in dissesto, al tempo in cui la sgovernava. E Scopelliti insieme a Gianni Alemanno, inquisito per finanziamento illecito e incappato nelle maglie dell’inchiesta su Roma Capitale – aveva fondato il movimento per la sovranità. Quella che tanto piace a Salvini, il primo dei due.

E Matteo, il primo Matteo, neanche sa o ricorda che il suo alter ego si era fatto ritrarre in una bella foto al mare con Alessandro Pagano, a cui ha concesso l’onore di guidare il movimento in Sicilia, con un bel curriculum politico alle spalle: una sorta di re del trasformismo. Ai domiciliari per voto di scambio sono finiti in questi giorni il coordinatore palermitano Salvino Caputo e suo fratello, candidato non eletto alle regionali.
Se Matteo sapesse, altro che ruspa…

da: ilfattoquotidiano.it