farmaciFLAVIA PICCINNI

C’è di tutto nel listino della contraffazione: vestiti, borse, scarpe, occhiali, alimenti e farmaci. Il mercato parallelo del taroccato come una piovra con i suoi tentacoli tutto avvolge e tutto falsifica.
Al centro del ciclone questa volta c’è il mercato delle farmacie online, delle palestre e dei centri di bellezza, ovvero di quei canali non autorizzati per la vendita di farmaci come viagra, sciroppo per la tosse, compresse per dimagrire e per rinforzare la muscolatura. Spesso infatti i prodotti in vendita in questi luoghi non sono garantiti e si dimostrano molto rischiosi per la salute. Si tratta di articoli, insomma, che non hanno niente a che vedere con quelli venduti nei canali legali. E non è raro imbattersi in sciroppi per la tosse che contengono un altro solvente al posto della glicerina o medicinale rubati e rietichettati con un dosaggio superiore rispetto a quello che contengono davvero.
Così mentre nelle farmacie, che vengono sottoposte regolarmente a controlli da parte dell’Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) e del Ministero della Salute, viene applicato un monitoraggio capillare che segue il medicinale dal produttore al canale di vendita, altrettanto non è possibile fare per i circuiti commerciali non tradizionali, che spesso ne approfittano per vendere prodotti illegali.
L’Italia ovviamente non è esente dal commercio di farmaci illegali, anche se ciò che circola nei circuiti legali è sicuro a tal punto che la percentuale di contraffazione è praticamente nulla. Da ricordare perà che in Europa viaggia al di sotto dell’uno per cento, mentre nei paesi in via di sviluppo e nel mercato online statunitense si schizza a cifre che oscillano tra il 10 e il 30 per cento. In questi giorni l’Aifa, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, i Carabinieri dei Nas, il ministero della Salute e l’Alto Commissario per la lotta alla contraffazione, ha organizzato il gruppo di lavoro ‘Impact Italia’, una task force che con l’intervento dell’Organizzazione mondiale della sanità ha elaborato uno studio che in sei mesi ha monitorato 60 acquisti su siti che si dichiarano americani o canadesi, ma che in realtà operano anche in Europa. Le farmacie online infatti sono poco diffuse in Italia e nell’Ue e i dati elaborati sicuramente non sono di conforto: la metà degli acquisti fatti online è una truffa, chi paga non riceve nulla. Qualora invece il farmaco arrivi a destinazione spesso risulta privo di effetti, proprio perché taroccato. Sempre secondo l’indagine, nel caso di acquisto di steroidi anabolizzanti nel 100% dei casi il prodotto non conteneva nessun principio attivo. Nel caso dei farmaci per disfunzioni erettili, forse i più diffusi, nel 70% dei casi si trattava di cloni illegali, non controllati. E quindi molto pericolosi.
Campanelli d’allarme possono essere errori di ortografia sulle confezioni o sui bugiardini, colori alterati rispetto all’originale, fialette e compresse dalle dimensioni irregolari. La migliore arma per tutelarsi però è comprare nei canali legali, quelli che da sempre offrono al cittadino garanzia e sicurezza.

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One thought on “Contraffazione: adesso tocca ai farmaci

  1. flavia, se ti può (s)confortare, conosco uno che compra semi di zucca trattati con verderame (dunque azzurri e della forma giusta) che poi smercia per viagra a illusi vecchietti.
    non so se il rischio maggiore per i malcapitati sia più la delusione per l’effetto mancato o l’avvelenamento…
    😉

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