
SABRINA PINDO
A Chiaiano i rifiuti non sono più un problema. A Napoli è arrivato il Consiglio dei Ministri, ha discusso, ha risolto. Tutto liscio. Come nelle migliori aziende d’Italia, il Presidente ha fatto la sua entrata in scena, ha ascoltato le varie parti, ha riflettuto. Soprattutto lui ha risolto. Le telecamere ora si possono spegnere. Inizia la stagione estiva: si parli pure di cronaca nera, del calcio, della moda dei tatuaggi e piercing, dei massaggi tailandesi in spiaggia che fanno male e degli anziani che non devono dimenticarsi di bere l’acqua. La munnezza non è più di moda.
E poi quale munnezza? La vecchia regola del giornalismo per la quale se un fatto non è notizia allora il fatto stesso non esiste, vince anche a Chiaiano. Il giornale, la televisione, la radio non ne parlano? Allora a Chiaiano la munnezza è sparita, volatilizzata, il problema non sussiste.
Invece se navighi in Internet armato di Santa Pazienza scopri che qualche tassellino del puzzle, forse, non s’incastra alla perfezione. A Chiaiano il problema dei rifiuti è ancora una realtà.
Gli hanno indicato i banchi di Rifondazione. «Siedi là». A Gianrico Carofiglio, inventore del legal thriller italiano, tocca guardare i colleghi dall´alto. Dall´alto e dall´estrema sinistra. «L´altro giorno osservavo Schifani leggere la missiva di Berlusconi. Quell´alito di imbarazzo, la corsa per raggiungere l´ultimo rigo del foglio e finalmente liberarsene».
«Buio a mezzogiorno. Bella vero?». Buio sì. Tetro anzi questo palazzo stamattina. Corridoi deserti. Due cronisti appuntano, nella desolazione di una tribuna stampa vuota, i rumori che salgono dall´aula. E´ la prima volta che l´opposizione fa l´opposizione. Sembra strano e lo è. I senatori non sono ancora abituati e hanno bisogno di un minimo di rodaggio. Renato Schifani, presidente supergentile sta leggendo la lettera che gli ha inviato Bedrlusconi. Legge veloce, tutto d´un fiato. Come se volesse dire: prima finisce e meglio è. Meglio, infatti. Non sente o fa finta di non sentire un “vergogna”. Ancora un altro: «Non ti vergogni Schifani».
MARCO MORELLO
MANUELA CAVALIERI
Il campo di calcio ha una linea orizzontale che lo taglia al centro. Netta, chiara. Anche la politica avrebbe una linea di centrocampo: di qua la destra, di là la sinistra. In Sicilia, e per adesso fermiamoci all´isola, questa benedetta linea non c´è, e se c´è sembra sia a zig zag. Quindi accade quel che non dovrebbe essere possibile… Ecco le nuove figure che compaiono in campo: i politici transgender. Mezzo corpo di destra e mezzo di sinistra.