La rovina di Atene, intesa come l’ultimo sbuffo di una gestione irresponsabile delle risorse pubbliche, inizia con gli sprechi dell’Olimpiade che la capitale greca giustamente invocò per sé e poi sciaguratamente realizzò.
L’industria dei grandi eventi, al pari di un’altra grande industria, quella dell’emergenza, gode di moltissimi sostenitori anche in Italia. Finora è sempre stata un cratere dentro cui infilare ogni tipo di progetto, facendo falò di miliardi di euro.
Roma ancora subisce la vergogna di vedere chiuse le palestre e le piscine costruite dalla Protezione civile (sic!) al tempo dei mondiali di nuoto e già, affamata, assapora la ricca pietanza delle Olimpiadi del 2020, il piatto prelibato per i venditori di cemento. La lettura della cifra preventivata conduce di diritto all’incubo dell’ennesima prova d’orchestra. Spreco su spreco.
C’è solo da augurarsi che Monti chieda agli italiani un ultimo sacrificio compensato da una promessa: rinunciare alle Olimpiadi e in cambio vedere finanziate per non più della metà della spesa risparmiata le migliaia di piccole opere decisive per la messa in sicurezza del nostro territorio.
Sarebbero soldi finalmente ben spesi e l’Italia si ritroverebbe non solo più sicura, ma anche più ricca e – forse – più unita.

da Repubblica Sera

La Val Susa sta bloccando l’Italia. E questo non va bene.
Le proteste sono legittime ma devono essere espresse con continenza di mezzi e col rispetto delle altrui ragioni e, sopra ogni altra cosa, della legalità. Il confronto deve avere delle regole entro le quali deve svilupparsi e poi concludersi.
Tutto vero e tutto giusto.
Però.
Il commissario straordinario all’opera, l’architetto Virano, da tutti riconosciuto come un tecnico capace e instancabile moderatore, afferma che ogni possibilità di trovare pace è stata svolta, e ogni correzione di linea è stata realizzata, e il tracciato è mutato e anche l’impegno finanziario si è considerevolmente ridotto.
Dei dodici miliardi che sarebbero serviti per il primo tratto, a seguito delle modifiche che hanno ottimizzato il percorso e ridotto l’impatto ambientale, solo quattro sono quelli che restano sulla carta. Dodici meno quattro fa otto.
Otto miliardi di euro risparmiati. Se la matematica non è un’opinione, due terzi della spesa è stata tolta di mezzo. Un gran bel risultato.
Però, ripensandoci: perché questo tratto di opera adesso si può compiere splendidamente con quattro miliardi di euro e prima ne erano necessari dodici? E, ripensandoci una seconda volta: senza la protesta si sarebbe ottenuto questo risparmio?

da Repubblica Sera

Palermo non è la stessa. Solo i suoi problemi sono uguali a sempre. Palermo è una città che ha perso il sentimento. Non si vede più, densa come una nuvola gonfia di pioggia, la mano della mafia sulla città. La mafia si è fatta impresa, occultata e dispersa nei rivoli sociali che animano le periferie come il centro, i quartieri popolari come quelli borghesi. Si è affievolito quel sentimento di contiguità e insieme però si è annullato il senso avverso del sentire: l’antimafia, lo Stato di diritto, le regole, la dignità. Rita Borsellino ha perso anche perché la sua persona costringeva a indugiare nel ricordo di un sentimento che non è più vivido, presente, attuale.
L’antimafia è una cosa di ieri, non di oggi.
Oggi si è un po’ e un po’. Di destra e di sinistra. Progressisti e conservatori. Comprensivi con coloro che fanno affari con le cupole di una mafiosità mite e diffusa, ma anche vicini a chi vuole liberarsi dal pizzo per sempre.
Un po’ e un po’. Palermo oggi è così.

da Repubblica Sera

Meno male che la Rai si è fermata prima del precipizio. Abolito il canone per i detentori di computer e tablet. In nome di Paola Perego chiediamo che venga abolita anche la richiesta ai conduttori di programmi televisivi di sollecitare i telespettatori ad affrettarsi a pagare quello giusto, quello per la tv di casa.
Paola, conduttrice di charm del pomeriggio, ogni giorno entra in casa nostra da casa sua. “A casa di Paola” si chiama infatti il talk. Ebbene, qualche giorno fa in casa sua hanno fatto irruzione i finanzieri.
A Sanremo la povera Paola Perego, sfinita dalle giornate festivaliere, stava riposando con il marito Lucio Presta in una cuccia della barchetta “La Villa sul mare”, solo 44 metri di lunghezza. Era quasi l’alba, le cronache riferiscono che le lancette dell’orologio puntassero sulle nove e mezza del mattino, quando una pattuglia di finanzieri ha fatto irruzione e iniziato a rovistare nelle carte di bordo per via del pieno di gasolio. Il gasolio è un rovinafamiglie. Una barchetta di quelle proporzione beve gasolio per circa sessantamila euro. E per risparmiare…
Frode fiscale, hanno decretato i cattivi. Yacht sequestrato. Paola, senza casa, ha preso il borsone ed è sparita nascosta dagli occhialoni da sole.
E’ la quindicesima volta che Paola risente dell’ansia da prestazione della Guardia di Finanza. E c’è anche un procedimento giudiziario per reati tributari pendente a suo carico. Le preoccupazioni già sono gravi. Liberarla dall’assillo di ripetere tutti i giorni agli italiani di pagare le tasse sarebbe un atto di umanità.

da Repubblica Sera

C’è un differenziale, uno spread, tra ciò che la Lega dice e ciò che fa.
Quando è di governo e quando è di lotta.
Lo spread aumenta a seconda delle fasi lunari che spingono il movimento ad assumere pro tempore le forme multicolori di un bell’arcobaleno.
Federalista con gli altri, centralista in casa propria. Autonomista sì, ma guai – ne sa qualcosa il sindaco di Verona – a prendere le distanze dalla linea del Capo.
Statista con le gesta, piuttosto celebrate, di Bobo Maroni, ministro dell’Interno inflessibile. Piuttosto distratta, come il caso di Davide Boni dimostra, nelle stanze del potere del Pirellone.
La Lega è una e il suo opposto. Bianca e nera, laicista e papalina, fiera delle regole che si dà e anche dell’eversione che pratica. Con la gente, quando serve la gente, e con il Palazzo, quando servono le auto blu.
La Lega ha il cuore ruvido e sincero del popolo, ma con un bel conto in banca.

da Repubblica Sera

I cattivi di Scampia, quartiere allevato al malaffare, culla della malavita organizzata, suk della camorra, hanno condotto la raccolta differenziata dei rifiuti a quota 65 per cento. Neanche un anno fa era zero. E questa poltrona d’onore del quartiere più degradato di Napoli è esaltata dalle più modeste performances di zone borghesi della città. “Ho dato vita a un gruppo trasversale che a settembre ha approvato la Carta dei Valori, chiamata Life, acronimo di Legalità, Impegno, Fiducia, Equilibrio, le nuove parole d´ordine dell´Asia. L´etica va tenuta alta: in passato le partecipate sono state luoghi di assistenza invece che di efficienza. Ma in regime di risorse scarse, o si fa una cosa o l´altra». Così ha parlato Raphael Rossi, il presidente dell’ex municipalizzata colabrodo. Rossi ha chiamato Mimmo De Masi per un corso di formazione per i dirigenti. “Quando è arrivato si è fatto consegnare i cellulari di tutti e ha proiettato un video con un ensemble che eseguiva un concerto, l´esempio più convincente di gioco di squadra che esista. Ha funzionato. Oggi prendono decisioni insieme in modo costruttivo”.
I cattivi di Scampìa sono divenuti buoni, anzi buonissimi. Ha funzionato il buon esempio, è stata premiata la buona pratica, e cittadini insofferenti alle regole si sono mostrati agnellini al momento di raccogliere la spazzatura di casa e distribuirla: di qua il cartone, di là la plastica, e dall’altro lato ancora il rifiuto organico.
Succede anche l’inverso.
Che i buoni di spirito (almeno così si dichiarano) si ritrovino incattiviti dagli usi e dalle consuetudini. E da cattivi continuino a comportarsi.
A Milano, per esempio, sono state fatte le nomine dei vertici degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico lombardi. C’è la sanità di mezzo, dunque soldi a go gò, ed è andata come sempre. Nella riunione natalizia la Lega ha strappato la conferma della presidenza dell´Istituto dei Tumori e la direzione del Besta, ma non ha ottenuto Pavia. Tornano in scena i ciellini e Francesca Zanconato (moglie del numero uno di Eni Paolo Scaroni), vicepresidente del Pio Albergo Trivulzio all´epoca dello scandalo affitti. Un posticino anche a Giovanni Daverio (in arte Johnny), vocalist del complessino Distretto 51, quello di Maroni. Per lui una seggiola all’Asl di Varese.
Tutto secondo la più affermata pubblicistica, a conferma che non ci sono buoni di qua e cattivi di là.
E ai cattivi anche babbo Natale fa un baffo.

da Repubblica Sera

Ogni scoperta è rivoluzionaria e ci sono strumenti di comunicazione veloce e condivisione globale, come twitter, che giustamente hanno meritato una passione e una dedizione senza pari di moltitudini di umani.
Il mio primo ma commovente ricordo di twitter è situato meno di qualche mese fa quando il segretario del Pdl Angelino Alfano negli studi televisivi di Canale 5 – forse enormemente annoiato dalle domande del conduttore – si mise a scagliare tweet in rete. Per dire le priorità.
I frati francescani di Perugia hanno oggi annunciato al mondo la morte di Lucio Dalla con un tweet, Casini si è commosso con un tweet, anche Fini ha porto le condoglianze con un tweet. Jovanotti ha pianto. Tweet.
Accadrà un giorno, tra le mille altre belle cose, che i professori convochino a scuola i genitori con un tweet che è pure economico, e la scuola non ha soldi, questo si sa.
E sempre con un tweet noi risponderemo. Velocemente, felicemente, comodamente.

da Repubblica Sera

Nelle scorse settimane si è svolta una massiccia caccia all’uomo nella piana di Gioia Tauro. Erano ricercati molti latitanti e tra questi un pericoloso capo ‘ndrina.
Il grande latitante, il cui nome chissà perché è ancora taciuto, si era privato di ogni piacere ma non della televisione. Riusciva così a seguire le gesta del figliolo sui campi di calcio. Quel giorno ha voluto strafare: ha dapprima guardato e poi anche commentato, piuttosto sdegnato, con degli sms in diretta nel dopo partita la prova della squadra e del suo pargolo. Uno, due, tre sms dando modo ai militi di intercettarlo e catturarlo.
Grazie al rigore contestato, il latitante è ora in galera.
Qualche sms di troppo gira anche a Roma. Appena si è discusso di liberalizzare alcune professioni, l’emozione è salita in vasti settori del Parlamento. E sono iniziati gli sms dei benzinai. Uno, due, tre. Poi dei farmacisti… E via con gli emendamenti.
Fino a quando la riforma, intercettata, è stata tradotta in carcere, dove tuttora si trova reclusa.

da Repubblica Sera

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Si è trattato di un errore, una svista, un maledetto fraintendimento: la Calabria è finita dentro i rifiuti, come testimonial del volantino a favore della raccolta differenziata promosso dal comune di Spresiano, provincia di Treviso, per sbaglio. “E’ stato un equivoco, non avevamo intenzione di offendere nessuno. Siamo per la fratellanza e l’unità d’Italia”, dichiara costernato il sindaco della cittadina veneta, Riccardo Missiato. Leggi tutto

eliobelcastro

“Noi siamo responsabili, ma anche gli altri lo devono essere. Altrimenti non vale”.

Elio Belcastro da Rizziconi, comunità della Calabria assai molestata dalla ‘ndrangheta, avverte che ogni dare ha un suo avere. “Il sostegno è responsabile, ma come lo intendiamo noi”.


Responsabili ma non fessi.
“Siamo alleati occasionali”.
Guardinghi.
“Ecco, bravo. Guardinghi è la parola che ci vuole”. Leggi tutto